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Biografia di Mons. Luigi Giussani

Di Rino Cammilleri

Mons. Luigi Giussani (1922-2005) o Don Gius, come lo chiamavano i suoi ciellini, ripeteva spesso di non sentirsi tanto un fondatore quanto uno che per tutta la vita ha semplicemente cercato di vivere la fede cattolica che gli è stata comunicata da sua madre e dai suoi insegnanti in seminario.
    Non so se sia più importante, di uno, quel che è o quel che sente di essere; resta il fatto che non è da tutti mettere in piedi quel che Luigi Giussani ha creato. Il suo profilo, infatti, è stato singolare fin dall’inizio: figlio di un socialista anarchico degli anni Venti (Luigi nacque nel 1922 a Desio, nel milanese), giovanissimo entrò in seminario. Il padre, intagliatore e restauratore di modesta condizione, permetteva alla moglie Angela di recarsi a messa ogni mattina all’alba e portare il piccolo con sé. Eera un uomo che amava la musica e a quel tempo chi voleva sentirne un po’ doveva cantarsela o farsela suonare: infatti, la domenica qualche suonatore riceveva buona accoglienza in casa Giussani; e, quando le cose non andavano per il loro verso, Beniamino Giussani scacciava la malinconia intonando arie liriche.
    In seminario, a Milano, Luigi ricevette una formazione che, a quanto pare, incise profondamente sulla sua personalità. Continuò gli studi alla Facoltà Teologica di Venegono, dove ebbe ottimi maestri dei quali conservò sempre un grato ricordo, e compagni del calibro del futuro arcivescovo di Bologna, Enrico Manfredini. Dopo la comunione soleva meditare non sui consueti libri devoti ma sulle poesie di Leopardi, convinto che al vertice di ogni genio umano ci fosse una traccia dell’avvenimento di Cristo, un’espressione dell’eterno senso religioso dell’uomo che il nostro seminarista ravvisava anche in creativi come Beethoven o Donizetti. Verità e bellezza sono due facce della stessa medaglia, perché ciò che è vero e bello è anche buono, immagine della Verità, Bellezza e Bontà supreme di Dio. Tradotto in termini filosofici tomisti, il senso estetico non è disgiunto da quello etico, giacchè entrambi derivano da una corretta impostazione ontologica.
    Questa intuizione diventò poi base del metodo educativo nel movimento fondato da Giussani, Comunione e Liberazione, giacchè il vero si riconosce dalla bellezza con cui si esprime e manifesta.
    Sempre negli anni di seminario, insieme ad alcuni compagni Giussani creò una specie di gruppo di studio stretto attorno a un foglio periodico, lo Studium Christi, dedito alla ricerca della centralità di Cristo in ogni disciplina. Diventato sacerdote, insegnò nel seminario di Venegono e approfondì la teologia orientale e quella protestante americana.
    Nel 1954 andò ad insegnare al liceo classico «Berchet» di Milano, dove rimase dieci anni. In quel tempo scrisse molto, redasse la voce «Educazione» per l’Enciclopedia Cattolica e fondò Gioventù Studentesca, “antenato” o “prima stesura” del successivo movimento Comunione e Liberazione. Dal 1964 al 1990 insegnò Introduzione alla Teologia nell’università milanese del Sacro Cuore, la «Cattolica». In quegli anni si recò spesso negli Usa per approfondire la teologia protestante americana: pubblicò Grandi linee della teologia protestante americana. Profilo storico dalle origini agli anni 50. Ma soprattutto guidò il movimento da lui fondato e scrisse i molti libri che ancora vengono studiati e discussi nelle innumerevoli riunioni delle Scuola di Comunità cielline.
   I titoli “ufficiali” che ha ricevuto: presidente del Consiglio Generale di CL, della Diaconia Centrale della Fraternità di Comunione e Liberazione e dell’associazione di laici consacrati Memores Domini, riconosciute dal Pontificio Consiglio per i Laici rispettivamente nel 1982 e nel 1988; consultore del suddetto Consiglio e della Congregazione per il Clero; dal 1983, Monsignore e Prelato d’Onore di Sua Santità. Nel 1993 cominciò a dirigere, per la Rizzoli, la collana «I libri dello spirito cristiano» e, dal 1997 per la Deutsche Grammophon, la collana discografica «Spirto gentil». Nel 1995 ricevette il Premio Nazionale Cultura Cattolica. I suoi numerosi libri, veri e propri bestseller, sono tradotti in dodici lingue. La sua creatura, Comunione e Liberazione, è presente in tutto il mondo.
    Morì nel 2005 e i suoi funerali furono, per giorni e giorni, un’apoteosi di folla.

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